Morte alla Minestra

Print Friendly

Moreno Cedroni

Leopardi a 11 anni scrisse una poesia  intitolata “Morte alla minestra”, versi non in rima il cui tema é il ripudio dell’odiata minestrina: questa gli viene spesso propinata, malgrado non sia ammalato.

E’ su questo binomio di cibo e letteraratura che si é svolta la cena a cura dello chef Moreno Cedroni e l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini in occasione del Vinitaly.

Ad ogni portata, infatti, erano abbinati sia un verdicchio che un autore.

Leopardi in pole position, con poi due piatti dedicati a Hemingway e Murakami.

La location era la galleria d’arte “Studio la città”, molto ben illuminata: al centro della sala principale lo chef componeva i piatti assieme ai suoi assistenti e questi venivano, poi, direttamente serviti ai tavoli tutt’intorno.

Galleria studio la città, teatro della cena organizzata da Moreno Cedroni e il consorzio tutela vini marchigiani

Dopo una serie di aperitivi interessanti abbiamo iniziato il nostro percorso con un Verdicchio Spumante Brut aromatizzato all’assenzio, servito con una gommosa sul bordo del bicchiere: un abbinamento insolito e azzeccato che, nella sua semplicitá, é riuscito subito a catturare cuori e palati dei presenti.

In seguito uno sgombro Murakami, ispirato appunto dal bestseller Norwegian Wood. 

sgombro murakami

Ogni piatto, su consiglio dello chef, veniva gustato col cucchiaio, poiché era l’amalgamarsi di tutti i suoi componenti a darne il gusto piú ricercato.

Altri due portate degne di menzione: una minestrina di frutti di mare con una una salsa di prezzemolo con cocco e lime, su cui immagino che il Leopardi avrebbe avuto poco da ridire e il cui abbinamento al verdicchio prescelto, da un punto di vista squisitamente tecnico, si é forse rivelato il piú azzeccato della serata.

Minestrina preparata da Moreno Cedroni

E un baccalá strepitoso servito su un letto di quinoa cotta in due diversi modi (fritta e bollita) con una sottole foglia di spinacio appena scottata e adagiata sul trancio, il tutto su un’emulsione thai a base di peperoni davvero squisita. Questo lo potrei annoverare tra uno dei piatti piú interessanti e piacevoli mai mangiati in vita: una vera poesia da gustare e rigustare.

Baccalà su letto di quinoa e spinacii di Moreno Cedroni

E pare pure che a Leopardi gli spinaci piacessero molto.

Un successo questa cena letteraria di susci all’italiana interamente innaffiato da Verdicchio marchigiano, uno dei vini bianchi piú interessanti del panorama italiano. 

Un’ulteriore meritata conferma, poi, del talento eccezionale di Moreno Cedroni, rivelatosi non solo un grande cuoco, ma un intellettuale e un’artista, capace di inventarsi con successo un connubio di cibo e letteratura senza tralasciare l’unicitá e il gusto che da tempo lo contraddistingue nei suoi piatti.

preparazione cena Cedroni

Uovo di Moreno Cedroni

aperitivo all'assenzio

Speak Your Mind

*