La Havana

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Santuzza seduta al tramonto  a lato del malecòn a La Havana, Cuba

 

Se ripenso a La Havana, penso alla poesia più fine e più truce, più dolce, più greve.

Quasi mai sono rime, piuttosto versi sparsi.

Scritti con inchiostro slavato su fogli stropicciati, dai bordi irregolari.

Vocali tonde. Consonanti lunghe e trasversali.

Che per leggere ti devi  sforzare.

 

Palazzo in rovina a La Havana,Cuba

scorcio di La Havana, Cuba

via decadente de la havana, cuba

una delle tante strade di La HAvana, Cuba

 

Penso ad una mezcla di parole lunghe e brevi.

Lentezza . Sporcizia. Rumore, odore, colore. Vento. Tramonto. Decadenza. Passione.

Primeggia, tra tutte, malinconia ma di una strana specie… vissuta col sorriso, che non l’avevo mai vista prima.
Malinconia di un tempo che fu, e che si è fermato.

 

Campidoglio de La Havana, Cuba

vecchia e bimbo a La Havana

fabrica de Tobaco, La havana, Cuba

palazzo havana 2

 

Di lunghe giornate che si susseguono. Di palazzi abbandonati,di cantieri dormienti.

Per la strada sono tante le buche mai riempite.

una Via de La Havana Vieja, Cuba

 

L’odore di gasolio si mescola, nel naso, assieme alla polvere.

E’ pieno di vecchie auto americane dai colori sgargianti, col cambio dietro al volante e le portiere ammaccate.

 

auto americana e ragazzino per le strade de La Havana, Cuba

 

Alla sera le vie diventano campi da calcio per ragazzi sgangherati.

 

ragazzini giocano a calcio a LA Havana, Cuba

campi da calcio per le strade a La habana cuba

 

Ricorda vagamente Napoli, ma è assai sicura.

E c’ha il malecòn, che quasi pare un gioco di parole, con i suoi tramonti mozzafiato, lambito dagli schizzi arrabbiati del mare.

 

malecòn de la havana e schizzi del mare

Qui il tempo si è fermato, dicevo, per poi avanzare quasi per nulla, ed è questa, forse, la chiave.

Certo non è rimasto proprio immobile. Ci sono i cellulari e le universitarie si prostituiscono alla Casa della Musica, un tempo regno della salsa, per averne uno costoso.

E c’è pure questo posto chiamato Fac, Fabrica de Arte Cubano, che gli abitanti  dell’intera isola designano come uno dei baluardi della vera revoluciòn silente, dove arte, musica, teatro si incontrano ogni fine settimana da un anno a questa parte.

 

Fac - fabrica de arte cubana

 

La bodeguita è diventata un ritrovo per turisti danarosi, così come il Floridita, celebre per il suo daiquiri.

Ormai, di Hemingway, rimangono una dedica e una statua.

 

interno della bodeguita del medio de La Havana, Cuba

Dedica di Hemingway alla bodeguita del medio de La Havana, Cuba

 

Ma nell’Havana Vieja ci sono parecchi posticini niente male e local 100%.

E pure altri, che di autentico hanno poco, ma ricordano molto Cadaquès nel mood e nell’arredamento e fanno dei cocktail eccellenti in bicchieri da mezzo litro. Tanto mi basta. ( di questo e del Fac parlerò più approfonditamente nei prossimi post)

Ma è ancora tanto autentica questa città. Tanto vera che quasi non ci si crede. Così come le persone che la abitano.

 

Gente della città de LA Havana, Cuba, che chiacchera per la strada

vecchia fa la spesa al mercato alimentare del vedado, la haban, cuba

 

Ad ogni angolo ci sono banchetti su ruote che vendono guava, papaya, pomodori, banane, aglio, yuca e cipolle.

 

signora fa la spesa a LA Havana, Cuba

carretti di frutta e verdura per le strade de LA Havana, cuba

 

Ho poi fisso in testa un banale ricordo di una coppia di anziani signori, mano nella mano, che vanno al Cafè Francesa a mangiarsi la solita fetta di torta. (altro non è che pan di spagna con la panna in mezzo.)

Quell’immagine del tendone, che un tempo doveva esser color crema, ma che ora é cosí sporco che non si capisce bene. I suoi bordi sono rossi e bianchi; l’insegna é una scritta nera sottile. Gli interni sono rosa, non troppo antico, bensí confetto e le vetrine retrò espongono dolci a fianco alle stecche di sigarette.

Sento ancora il rumore di quell’ accumularsi di piattini sporchi di panna, alcuni completamente ripuliti. Altri con zuccherini colorati sparsi, quasi più vintage di tutto il resto.

Poi col pensiero torno alla città e alle sue rumorose vie; alla signora, con lo sguardo austero, ma carico di dignità che se ne sta a parlare al telefono a gettoni;

 

signora che chiama con il telefono a gettoni, La Havana, cuba

 

a quei panini con la carne di maiale nelle vetrine… lasciati a “fermentare” al  caldo e dai colori fluo.

 

panini con prosciutto, mortadella e queso esposti in una vetrinetta a La Havana,Cuba

 

La miseria qui viene allontanata con dei passi di salsa, buon umore e grandi risate: tutti ballano, suonano e ridono in ogni dove.

Tutto ha un ritmo qui. Per dirla con le parole di Sacha Arango “tutto quanto danza e vibra, un cocktail di ritmo e ideologia”.

 

uomo con tromba a La Havana, Cuba

 

bimba sorride sull'autobus a La Havana, cuba

 

I bambini non hanno videogiochi, ma aquiloni e palloncini colorati per giocare. E ci sono molti club di scacchi per gli studenti e per gli anziani.

Non c’è internet per farci ricordare quanto ne siamo schiavi.

 

bimbo gioca con l'aquilone sul malecòn

bimbi e palloncini a La Havana, Cuba

 

La sera nulla è piú surreale, magnifico, dei suoi tramonti sul lungomare, quando il sole cala sul Vedado e tutto si tinge di oro e bronzo.

 

tangenziale che costeggia il malecòn de La havana, cuba

 

tramonto sul malecòn del La Havana, Cuba

 

E rivedo pure il volo circolare degli avvoltoi sugli edifici abbandonati.

E quello ordinato dei pellicani, in lontananza, dietro le linee dei lampioni

 

pellicani e lampioni a La Havana

 

E sento la musica. I litigi dei gatti. I rantolii dei cani.

Poi chiudo gli occhi e ancora mi aspetto il gallo al risveglio…
La Havana è un posto unico al mondo, dove potrei e vorrei vivere.

E si, mi mancherà davvero tanto.

 

la havana nueva, cuba

Tramonto sul Malecòn a La Havana

 

 

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