Tajine con prugne, albicocche e mandorle

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Tajine di prugne, albicocche e mandorle

 

E’ un pò di mesi che, su i vari social network, imperversano varie catene relative alla gratitudine.

All’inizio mi suonavano fastidiose, come tutte le catene del resto.

(non so se vi ricordate quella sui libri: era diventata una gara a fare gli intellettuali qualunquisti. E purtroppo nelle scelte dei top 10, il gap col vero intellettuale era da ritenersi, spesso, incolmabile).

Non mi piace, alla base, che qualcuno debba fare qualcosa o esprimere delle preferenze o addirittura esprimere gratitudine, solo perchè nominato da qualcun’altro.

Diciamo che lo trovo proprio un concetto sbagliato nelle sue fondamenta.

Di base funzionavano un pò tutte allo stesso modo: ognuno, doveva, a seconda delle tipologie (una, tre, cinque), elencare le cose della giornata per cui si sentiva in qualche modo grato.

(perciò positive, ma non essenzialmente; si può essere grati pure di fare un’esperienza negativa, se questa c’è servita a capire qualcosa in più di noi o ad interrompere dei meccanismi che non vanno bene)

La mia preferita era, però, quella di Carly Marie Project, segnalata su instagram  con gli hashtag #captureyourgrief #whathealsyourheart, che ho scoperto grazie a  Georgina  Hayden, una delle food stylist di Jamie Oliver.

Ogni mattina leggere i suoi pensieri positivi riguardo al tema da sviluppare, con annesse le sue fotografie, era un momento tutto mio. Un appuntamento fisso, che proprio non volevo lasciarmi scappare. E mi metteva benessere e buon’umore in un periodo piuttosto particolare.

Purtroppo iniziava e finiva ad Ottobre e mi sono accorta troppo tardi della sua esistenza (eravamo già a metà), se no l’avrei fatto anche io: il concetto era stupendo. :)

Ogni giorno vi era un tema da sviluppare con una fotografia e un capitoletto:

 

i temi di capture your grief

 

Non so quale sia la vostra opinione in materia, ma ho potuto constatare che, tutte le menate sui pensieri positivi e negativi, sull’energia stessa, e sul potere della meditazione, siano, nei limiti, vere.

Non dovete per forza immaginare la scena da film in cui c’è il santone che galleggia nell’aria senza mangiare nè bere.

Nè il club delle invasate di yoga di Santa Monica (scena successa per davvero, mentre mi trovavo a Los Angeles) che, nel mezzo di una cena 100% vegan, finito il chia pudding alla vaniglia, decidono di meditare per 40 minuti tenendosi per mano e, nel mentre, una si addormenta e continua a russare… il tutto nell’imbarazzo generale.

Per me meditare, a livello embrionale, significa dedicare, anche solo pochi  minuti, a me stessa e al pensiero positivo.

Una sorta di coccola per l’anima.

Pare che i più grandi imprenditori del secolo, ad esempio il fondatore di Twitter o quello della Virgin, meditino normalmente. E che considerino la pratica importantissima per le loro capacità cognitive.

Le mie coccole per l’anima, da un pò di tempo a questa parte, consistono in queste 3 cose:

1) Ogni mattina mi sveglio presto e dedico un’ora a me: penso circa 10 minuti ad almeno 5 cose, posti o situazioni in cui mi piacerebbe essere e me li immagino. Mi cimento in  20 minuti di stretching;  dedico altri 10 minuti a pensare alle cose che potrei fare, durante la giornata, per raggiungere i miei obbiettivi sul lungo periodo; concludo con  una bella colazione con, davanti a me, la schermata dei giornali del giorno e i blog che preferisco;

2) Ogni sera tengo un diario in cui scrivo almeno 5 cose positive che mi sono capitate nella giornata e per cui sono grata, in primis a me stessa. Uno alle volte non ci pensa ma… ne capitano tantissime in 12h, e noi le diamo per scontate. La mente umana tende a considerare gli aspetti negativi di default e a dare meno importanza a quelli positivi.

Col tempo mi sono resa conto che, ogni avvenimento, anche  il più negativo, assume una valenza positiva se correttamente rielaborato: dai miei sbagli ho imparato a prendere ispirazione per conoscermi meglio e, in definitiva, arricchirmi;

3) Leggo. Tutte le sere, tantissimo.

Consiglio vivamente, a tutti, di seguire, ogni giorno, anche per meno tempo, le mie coccole dell’anima: vi renderete conto all’istante dei benefici e non sarete più capaci di smettere.

Non solo vi sentirete di buon umore, ma posso assicurarvi che, sul lungo periodo, ne trarrete dei risultati netti a livello di energia positiva.

La ricetta di oggi è una tajine.

Me l’aveva insegnata Munia, l’ex cameriera marocchina di mio padre, che non so che fine abbia fatto (da un giorno all’altro è sparita senza dire nulla, pare sia tornata in Marocco),  ma che rimaneva, e rimane, un’ottima cuoca.

L’ho cucinata nella coctte in ghisa di Le Creuset, ma sarebbe da fare in una Tajine di terracotta, se ce l’avete.

Non lasciatevi spaventare dagli ingredienti: sono nettamente più lunghi del procedimento.

Fuori piove, sono appena tornata dalla palestra, e trovare questo piattino prelibato ad aspettarmi è stata la coccola numero 4.

Enjoy.

 

ingredienti tajine

Ingredienti:

Per il Brodo:

  •  500 ml di acqua
  • due gambi di sedano
  • 2 carote
  •  1 cipolla
  • un paio di ossa della carne

Per la tajine:

  • 1 kg  di carne di manzo (spalla)
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • 20 gr di burro
  • 250 g di prugne secche
  • 80 g di albicocche secche
  • 1 bustina di zafferano
  • 30 g zenzero fresco grattuggiato
  • 3 cucchiai miele millefiori
  • 3 cipolle dorate
  • 2 spicchi d’aglio finemente tritato
  • 1 stecca di cannella
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • mezzo limone
  • 100 g di mandorle
  • un mazzetto di coriandolo
  • cous cous per servire (io ho usato il precotto in questo caso)
  • sale e pepe bianco

Procedimento:

  1. Sbucciate e affettate la cipolla e tagliate a striscioline la scorza del limone;
  2. Preparate il brodo mettendo in 500 ml di acqua le verdure e le ossa a bollire per circa 20 minuti;
  3. Nella pentola in ghisa unite il burro e l’olio a fuoco vivo e rosolateci la carne. Quando saranno ben dorati tutti i lati, togliete la carne dalla pentola e mettetela da parte;
  4. Abbassate il fuoco, aggiungete la cipolla e l’aglio tritato e soffriggetela per circa 5-10 minuti, finchè non diventa molto tenera;
  5. Versate il brodo, incorporate le spezie (cannella, zenzero, curcuma,zafferano) salate, pepate  e mescolate bene;
  6. Aggiungere di nuovo la carne , il coriandolo fresco, coprite e lasciate cuocere per 30 minuti a fuoco dolce;
  7. Aggiungete la scorza del limone e proseguite la cottura per altri 15 minuti;
  8. Aggiungete le prugne e le albicocche, versate il miele e cuocete per altri 15 minuti;
  9. Tostare le mandorle in una padella e aggiungetele al piatto;
  10. Servire la carne e il suo sughetto su un letto di cous cous (per prepararlo seguite le istruzioni sulla confezione) in una tajinere;

 

 

 

tajine con prugne, albicocche e mandorle

Comments

  1. L’ho fatto ieri sera!!! Buonisssssimo!! Baci, Maria

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